Panda Seo Software

SEO software per dire no ai contenuti duplicati

Google Panda, l’algoritmo di Google che colpisce i contenuti di scarsa qualità, copiati, fa paura a tanti siti.
Nella mia storia di consulente, specializzata soprattutto nel settore turistico, ne ho viste tante di statistiche di accesso crollare miseramente sin dagli albori del 2011, l’anno in cui Panda è stato lanciato per la prima volta.
E fa specie pensare a quanti di quei siti non si sono mai più ripresi del tutto e come, confrontandomi, con i proprietari o i direttori della struttura alberghiera di turno, in pochi si fossero resi conto, allora come oggi, del danno subito.
I contenuti devono essere originali: è questo il mantra che continuo a ripetere in ogni contesto. Spesso invece mi trovo di fronte a siti tutti uguali: un classico esempio è la sezione dedicata al territorio e agli eventi all’interno di un sito di un hotel.
Ecco quindi qualche segnalazione di SEO software e qualche suggerimento per tenere il sito al sicuro dal malefico Panda.

Scrivere contenuti originali e verificarli

Io consiglio sempre di documentarsi adeguatamente prima di scrivere un testo e poi di elaborarlo senza avere una base da cui partire, per non limitarsi alla pura parafrasi; è un’operazione più lunga e faticosa, ma saremo sicuri di offrire un contenuto unico, magari capace di dare anche un minimo di valore aggiunto rispetto a quelli che troviamo sui siti della concorrenza.
Come facciamo a esser certi che, nonostante i nostri sforzi, il testo non risulti comunque in parte copiato?
Consiglio due diversi SEO software, ovvero strumenti utili allo scopo:
• Il primo è il classico e ben noto Copyscape: per utilizzarlo è sufficiente inserire nell’apposito box il link della pagina da controllare e il tool ci rileverà immediatamente la presenza di contenuto copiato e i siti in cui esso è presente. Questo strumento è anche utile per verificare se i nostri testi (scritti con sforzo e originalità) sono poi stati oggetto di copia da parte di altri.
• Il secondo è un tool che consente un controllo ancor prima di mettere on line un testo; si tratta di Plagium , che nella versione gratuita consente di controllare solo cinque testi al giorno, per singolo browser (cambiando browser è quindi possibile verificarne di più). Plagium ci dà anche la percentuale di testo copiato, con una sorta di indicazione semaforica, che ci permette di capire immediatamente quando è il caso di preoccuparsi, e quindi, di cambiare più o meno radicalmente il testo.

Comunicare a Google che i nostri testi sono stati copiati

Ipotizziamo di aver scoperto, che i nostri testi, su cui tanto abbiamo lavorato, sono stati copiati e ora si trovano duplicati integralmente su un altro sito.
Google ci mette a disposizione uno strumento che, stranamente, non è integrato immediatamente all’interno dei Web Master Tool: si tratta di Google Scraper Report  che ci permette di comunicare al motore di ricerca quando una pagina contenente un testo copiato si trova, per una determinata chiave di ricerca, posizionato sopra o, addirittura, al posto della nostra pagina contenente i i contenuti originali.
Ovviamente, neanche a dirlo, non abbiamo alcuna garanzia che poi Google di fatto risolva il problema, premiando in SERP la pagina originale e rimettendo a posto le cose. Vale, comunque, la pena tentare.

Controllare i contenuti all’interno del proprio sito

Il problema dei contenuti duplicati e delle possibili conseguenze in termini di penalizzazione, non riguarda solo la presenza di testi identici su siti diversi, ma anche la duplicazione all’interno del proprio sito.
Pensiamo a tutti i casi in cui assegniamo un articolo a più categorie, oppure abbiamo delle schede prodotto in un sito e-commerce, praticamente identiche, se non per qualche piccolo dettaglio.
Come facciamo a scoprire lo stato di salute del nostro sito sotto questo profilo?
Ci viene in aiuto Siteliner, uno strumento che ha lo scopo di rilevare contenuti duplicati all’interno di un sito web.
In realtà Siteliner, oltre a fornirci una percentuale di contenuti duplicati, che deve essere il più bassa possibile, ma che difficilmente sarà pari a zero, ci dà tante informazioni aggiuntive relative, ad esempio, alla presenza di link rotti, agli eventuali redirect, ecc. È, poi, possibile poi scaricare i report che Siteliner ci fornisce e analizzarli con cura per decidere quali misure adottare per migliorare i punti di debolezza del nostro sito.

Ma questo è altro argomento, che affronteremo prossimamente.

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