Scrivere un libro per la rete - 2

Come creare un ebook: scrivere un libro bello

Creare un ebook di qualità                                  

Scrivere un libro che possa diventare un ebook da distribuire sulla rete è un progetto complesso, abbiamo detto in un post precedente.  Vediamo quali sono i temi che completano il ragionamento.

Il libro (e l’ebook) è un prodotto collettivo

Continuando il ragionamento, il punto da sottolineare è proprio questo: il libro non è solo  dell’autore ma anche dell’editore, del redattore, del grafico, di chi fa la copertina. Il lavoro è di gruppo e richiede comunque competenze diverse. Magari posso fare tutto da solo, ma devo mettere in campo attività diverse e un know how molo ricco. Un ebook, poi,  è un progetto più complicato, considerando il software, e pensando anche allo strumento che verrà utilizzato per la lettura, e dunque l’hardware. Scrivere un libro non si esaurisce nella compilazione di contenuti e nella loro trasformazione in pdf. Serve altro. Ad esempio, accettare la sfida della multimedialità

Un ebook deve essere bello, deve accettare le sfide poste dalla multimedialità.

Lo ripetiamo: un libro è un testo, non un ipertesto, e quindi deve controllare attentamente i link che portano lontano, che fanno navigare. Ma questo non significa assolutamente che un ebook sia la banale scansione di un testo. Invece gli  ebook che circolano sono sempre più brutti degli originali in stampa e non si riesce a distinguere la qualità grafica e la distinzione tra un editore e un altro. Tra un libro di Adelphi e un paperback di qualche editore per poveri, la differenza è visibile a distanza, tra un ebook e l’altro, no. Questo non può essere un alibi per fare le cose superficialmente. Per ottenere un risultato di qualità bisogna lavorare sulla grafica, sulla presentazione, sulla qualità delle immagini e delle illustrazioni: dobbiamo pensare a un libro con contenuti multimediali che seguono una logica progettuale e editoriale.

 L’ebook, la rete, la socialità

Il rapporto tra l’ebook e la rete va costruito al di fuori del testo. I contenuti del libro vanno pensati e rinviati sulla rete, utilizzando il blog, il sito web, le pagine dei social. Lo sappiamo, lo abbiamo detto e letto mille volte: la nostra strategia di promozione deve avere una logica integrata. Non basta fare un ebook e lanciarlo sul sito. Questo significa, se non ci chiamiamo Stephen King, lasciarlo morire. La strategia di promozione dell’ebook deve essere forte e deve essere aperta ai commenti dei lettori, al miglioramento continuo, alla verifica nel tempo della qualità di quello che abbiamo scritto. Anche l’ebook deve essere 2.0, e questo ci porta all’ultimo punto.

Un libro deve aprirsi ai social (e alla loro natura liquida).

Andare sui social significa accettare che il contenuto, con il passare del tempo, possa cambiare. Bisogna anche immaginare che i personaggi di un romanzo cambino, si dirigano verso nuove vie, abbiano altri finali. Anche grazie al contributo dei lettori. E questo vale ancor di più per le riflessioni in un testo professionale che devono confrontarsi con la comunità dei lettori.  Chi scrive fa il suo mestiere chi legge il suo e il prodotto diventa migliore.

In sintesi per creare un ebook  occorre…

  • Strutturare un testo, non un ipertesto
  • Progettare in modo adeguato i supporti alla lettura (indice, figure)
  • Progettare un prodotto liquido, adatto dunque a tutti i supporti.
  • Il libro è un progetto complesso, che coinvolge più professionalità
  • Un ebook deve essere anche bello a vedere e comodo da sfogliare
  • Un ebook deve essere promosso in rete e deve essere a disposizione dei social

Avevo già trattato questi temi, con intento diverso, in un altro luogo, inventandomi il nonalogo dell’ebook. Destinato agli editori più che agli autori, ma i concetti sono gli stessi, con un altro approfondimento.

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